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2- Fondo Istituto Italiano di Studi Germanici, 1909-2015 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno)

2- Fondo Istituto Italiano di Studi Germanici, 1909-2015 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno) (1931 -)

104 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

La storia del fondo appare segnata da ingenti dispersioni del materiale documentario, che hanno interessato prevalentemente la documentazione prodotta tra i primi anni ’40 e la fine degli anni ’60 del Novecento. In particolare sembra non essersi conservata la documentazione relativa alla seconda metà della presidenza Gabetti e quella prodotta sotto la presidenza di Rodolfo Bottacchiari (1948−1953) e Bonaventura Tecchi (1954−1968).
Il complesso documentario appare pertanto costituito da una parte più antica, che si estende dalla fondazione dell’Istituto nel 1931 alla fine degli anni Trenta del Novecento, con pochi documenti che arrivano fino agli anni ’50, e una parte più moderna, il cui arco cronologico si estende dalla fine degli anni ’60 ai primi anni del XXI secolo.
La parte più antica comprende:
− documenti relativi alla fondazione e inaugurazione dell’Istituto;
− documentazione di carattere amministrativo, comprendente piante e contratti di locazione;
− materiali relativi alle disposizioni legislative inerenti l’Istituto (statuti, regi decreti);
− documentazione prodotta da Giuseppe Gabetti, primo direttore dell'ente (1931−1948), costituita prevalentemente da materiali di lavoro, corrispondenza ufficiale intrattenuta, sia in qualità di direttore dell’Istituto, che come collaboratore dell’Enciclopedia Treccani e delle case editrici Sansoni e Treves, documenti di carattere personale.
Il nucleo Gabetti comprende circa 400 lettere, in gran parte dattiloscritte, che offrono una testimonianza preziosa dei rapporti intercorsi tra Giuseppe Gabetti e importanti figure di intellettuali, sia italiani che di area nord europea, come Giovanni Papini, Luigi Pirandello, Luigi Einaudi, Giovanni Gentile, Guido Calogero, Vincenzo Errante, Bruno Arzeni, Martin Heidegger, Karl Löwith, Ernst Robert Curtius, Ernst Jünger, Rudolf Borchardt, Knut Hamsun, Sigrid Undset, Selma Lagerlöf. La documentazione prodotta da Gabetti comprende anche un piccolo nucleo di lettere ricevute da familiari nel corso di soggiorni all’estero. La parte più antica del fondo comprende inoltre corrispondenza con la casa editrice Mondadori relativa agli anni 1937−1963.
La parte antica del fondo comprende inoltre un gruppo di fotografie relative al I Congresso internazionale dei germanisti organizzato a Roma dal 5 al 10 settembre 1955 dalla Internationale Vereinigung für Germanistik.
La parte moderna del fondo si articola in due nuclei principali. Il primo è costituito da documentazione inerente la redazione della rivista “Studi Germanici”, comprendente 17 faldoni di corrispondenza (dagli anni ’80 ai primi anni del XXI secolo), verbali delle riunioni di redazione (dalla fine degli anni ’60 agli anni ’70), dattiloscritti e altri materiali relativi ai saggi pubblicati e 7 schedari contenenti schede degli autori della rivista e delle recensioni di volumi. Il nucleo comprende anche materiale relativo alla pubblicazione di volumi realizzati dall’Istituto in collaborazione con altre case editrici. Il secondo nucleo della parte moderna è costituito da documentazione contabile e amministrativa prodotta dall’Istituto, che si estende dalla fine degli anni ’80 fino ai nostri giorni e comprende circa 30 ml di documentazione.
Fanno inoltre parte del nucleo moderno: uno schedario cartaceo dei volumi della Biblioteca, una scatola di inviti alle attività culturali organizzate dall’Istituto, un inventario dei beni mobili (databile prima del 1966), registri dei verbali dei revisori dei conti (dal 1968 −) e dei decreti commissariali (1969−2006).
La sola serie documentaria che attraversa tutta la storia dell’Istituto sembra essere quella dei registri di inventario dei volumi della biblioteca (8 volumi, 5 legati in pelle e tre in tela), che vanno dal 1 maggio 1934 ai nostri giorni.

Storia archivistica:

Il complesso documentario ha subito consistenti dispersioni rilevabili principalmente nella parte più antica della documentazione, e in particolare in corrispondenza degli anni 1938-1968. Non vi sono testimonianze in merito agli eventi che hanno determinato tale lacuna, ma documentazione interna al fondo consente di ricostruire lo stato in cui si presentava l’archivio dell’Istituto nel 1969 e di delineare, almeno in parte, gli interventi condotti sulle carte negli anni successivi su iniziativa del prof. Paolo Chiarini, direttore dell’ente dal 1968 al 2006. Ad un anno di distanza dall’assunzione dell’incarico come direttore dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, il prof. Chiarini trasmetteva al commissario governativo dott. Chieppa e ai revisori dei conti dott. De Paolis e dott. Draicchio una relazione sull’attività svolta per riformare l’«amministrazione interna dell’Istituto», attività che aveva riguardato «la ristrutturazione della segreteria, lo snellimento e la razionalizzazione dell’archivio, il definitivo riassetto del catalogo della biblioteca» (cfr. il dattiloscritto “Appunto sulla riorganizzazione delle strutture interne della gestione dell’Istituto Italiano di Studi Germanici” reperito tra le carte del prof. Chiarini , in “«Studi germanici». Materiali”, s.fasc. “Collettivo di lavoro dell’Istituto Italiano di Studi germanici”). Nel testo le espressioni «segreteria» e «archivio» sembrano individuare entrambe il complesso dei documenti prodotti fino a quel momento dall’ente, e che il prof. Chiarini aveva «reperito in diversi luoghi e senza un ordine né logico, né tanto meno cronologico». Lo «stato caotico» della documentazione aveva permesso di individuare «con precisione solo l’iter della fondazione del Petrarca Haus di Colonia», mentre «delle restanti attività» restavano solo «tracce monche prive di ogni significato storico o culturale». Lamentando «come una ricostruzione COMPLETA dell’attività, della corrispondenza e dei rapporti culturali intrattenuti dall’Istituto in tutti gli anni passati» fosse stata «pressoché impossibile», il professore imputava tale stato di cose ad una «iniziale deleteria confusione tra il concetto di attività culturale e quello di ordine amministrativo, aggravato, col passare degli anni, dalla inesperienza degli addetti a questo genere di lavoro». Gli interventi condotti dal direttore per “sanare” questa situazione furono di diverso tipo. In primo luogo «le corrispondenze private dei vari collaboratori dell’Istituto» vennero «pietosamente raccolte» e «inviate ai familiari», non ritenendo di «doverle ulteriormente trattenere in Istituto dato il carattere strettamente personale della corrispondenza stessa». «Il lavoro di ricomposizione delle tessere che avrebbe dovuto dare un quadro completo delle attività dell’Istituto» aveva poi richiesto «mesi di ricerche [e] di spoglio di una corrispondenza ammucchiata senza nessi di alcun genere, a conclusione delle quali» erano state «recuperate solo tracce sparse di attività o corrispondenze», che si era proceduto a raccogliere «con ordine cronologico, in appositi contenitori». Gli interventi di riordinamento e razionalizzazione delle attività della segreteria, e di conseguenza dei flussi documentari da questa gestiti, avevano riguardato anche una razionalizzazione delle registrazioni di protocollo, che fino a quel momento erano state realizzate dall’Istituto solo relativamente alla corrispondenza in partenza e l’assunzione, a partire dal 15 febbraio 1969, di un archivista di ruolo al quale era stato demandato il compito di aprire la posta in arrivo non classificabile come riservata o personale, spedire la corrispondenza in uscita e realizzare la registrazione di protocollo del complesso della documentazione.
Le disposizioni approvate nel 1969 dal direttore Paolo Chiarini ai fini dell’introduzione di una più razionale organizzazione della documentazione d’archivio, introdussero in particolare una protocollazione dei documenti in tre distinte sezioni contrassegnate dalle lettere D, B e R, e corrispondenti alla direzione, alla biblioteca e all’ufficio di redazione.
La relazione offre alcuni importati elementi di comprensione dello stato in cui si trovava l’archivio dell’Istituto alla fine degli anni ’60 e degli interventi di riordinamento realizzati dal prof. Chiarini nei primi mesi del suo mandato come direttore. La lacuna documentaria di cui il fondo soffre, che si estende dal 1939 al 1967, deve probabilmente essere collegata, almeno in parte, alla restituzione ai familiari delle «corrispondenze private dei vari collaboratori dell’Istituto», cui si fa riferimento come a una delle necessarie operazioni di «snellimento e razionalizzazione dell’archivio». Pur prescindendo da considerazioni sulla legittimità e opportunità archivistica dell’intervento, collocandosi significativamente all’inizio del 1969 e configurandosi come una selezione documentaria operata all’interno di materiale allo «stato caotico» e «senza un ordine né logico, né tantomeno cronologico», tale operazione ha con ogni probabilità coinvolto anche documentazione di natura non strettamente o esclusivamente privata, determinando verosimilmente un depauperamento del fondo. Non è inoltre chiaro, non essendo stata finora reperita documentazione al riguardo, a quali figure Chiarini intendesse far riferimento con l’espressione “collaboratori dell’Istituto”.
È significativo inoltre il fatto che la parte più antica dell’archivio, quella cioè prodotta prima del 1968, non conservi che poche tracce dell’intervento di spoglio della documentazione promosso dal prof. Chiarini con il fine di ricostruire le attività dell’Istituto, e in seguito al quale la corrispondenza e gli altri materiali documentari erano stati raccolti «con ordine cronologico, in appositi contenitori». Si deve pertanto supporre che l’ordinamento attribuito alle carte nel corso di questo intervento sia stato in gran parte scompaginato in anni successivi, e che solo alcune delle sue parti sono ancora oggi visibili. L’intervento di Chiarini è certamente riconoscibile nell’aggregazione della corrispondenza privata e familiare di Giuseppe Gabetti, primo direttore dell’Istituto, all’interno di una cartella ad anelli che riporta il titolo di mano di Chiarini “Prof. Gabetti. Corrispondenza privata viaggio conferenza”, mentre non sono immediatamente attribuibili a lui altri interventi sulle carte, come la costituzione del faldone dal titolo “I Statuto Istituto e disegno di legge”, che raggruppa quattro nuclei di corrispondenza di Giuseppe Gabetti con Sergio Lupi, Vincenzo Errante, Luigi Pirandello e Bruno Arzeni e la cartella che raccoglie di “Auguri di Natale e di Pasqua”. Sembrerebbe tuttavia di dover ravvisare l’intervento di Chiarini anche nella estrapolazione dalla corrispondenza Gabetti di carteggi con intellettuali e varie personalità della cultura italiana ed estera, ritenuta probabilmente dal professore la parte più preziosa dell’archivio. Nonostante subito dopo l’assunzione dell’incarico avesse lamentato lo stato di disordine e trascuratezza in cui aveva trovavo l’archivio dell’ente, negli anni successivi il prof. Chiarini, che mantenne la carica di direttore dell’Istituto per quasi quarant’anni, cominciò a conservare presso di sé il fondo, creando così una pericolosa osmosi documentaria tra l’archivio storico dell’Istituto e le carte prodotte nel corso delle sue attività non solo come direttore dell’Istituto, ma anche come germanista e professore di letteratura tedesca. Tale era la commistione documentaria che questa pratica aveva prodotto, che nel 2013, quando si decise di affidare ad una stagista universitaria un incarico di riordinamento dell’archivio dell’ente, le venne affidato il solo nucleo di corrispondenza con personaggi illustri di Gabetti (circa 600 lettere di corrispondenza intrattenuta sia in qualità di direttore dell’Istituto, che come collaboratore dell’Enciclopedia Treccani e delle case editrici Sansoni e Treves), nella convinzione che in quella si esaurisse la documentazione prodotta dall’ente nei primi anni della sua attività.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • BISCUSO 2014 = Massimiliano Biscuso, Luigi Scaravelli a Villa Sciarra (1931-1935), 2014
  • R.D. 1621/1933 = Regio decreto del 26 ottobre 1933, n. 1621, “Approvazione della convenzione per la creazione dell’Istituto Italiano Germanico di Colonia e lo statuto concernente l’ordinamento ed il funzionamento dell’Istituto di Studi Germanici in Roma”
  • R.D. 1765/1942 = r.d. del 18 ottobre 1942, n. 1765, ”Approvazione del nuovo statuto dell’Istituto Italiano di Studi Germanici”
  • R.D.L. 391/1931 = r.d.l. del 26 marzo 1931, n. 391, “Fondazione di un Istituto italiano di studi germanici in Roma e di un Istituto italo-germanico a Colonia”
  • ACCORDO CULTURALE 1938 = Accordo culturale tra il Regno d’Italia e il Reich germanico, 23 novembre 1938
  • PETERSEN 1986 = Jens Petersen, L'accordo culturale fra l'Italia e la Germania del 23 novembre 1938
  • L. 908/1941 = Legge del 19 luglio 1941, n. 908, “Modificazioni all’ordinamento dell’Istituto Italiano di Studi germanici in Roma”
  • ONORANZE GOETHE 1932 = Onoranze romane a Goethe, Treves, 1932