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6- Fondo Centro Thomas Mann, 1957-1991 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno)

6- Fondo Centro Thomas Mann, 1957-1991 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno) (1957 - 1991)

Fondo

Il fondo è costituito da documentazione prodotta nel corso delle varie manifestazioni promosse dal Centro (corrispondenza, fotografie, manifesti, programmi e inviti degli eventi, articoli di giornale, e vari altri materiali relativi all’organizzazione delle diverse attività), corrispondenza intercorsa con altri Istituti di cultura Italiani e con la Gesellschaft für kulturelle Verbindungen, poi Liga für Völkerfreundschaft, alla quale il centro inviava ogni anno una dettagliata relazione sulle attività svolte.

Storia archivistica:

Alla fine del 1989, in seguito alla caduta del muro di Berlino, il Centro Thomas Mann venne repentinamente chiuso e tutta la documentazione prodotta in più di trent’anni di attività frettolosamente imballata in scatoloni, sui quali venne apposta l’indicazione dell’anno o degli anni di riferimento delle carte. L’archivio del Centro restò in possesso del prof. Paolo Chiarini, membro del comitato di iniziativa e poi del consiglio direttivo del Centro Thomas Mann e quarto direttore dell’Istituto Italiano di Studi Germanici (1968-2006), che ne decise il trasferimento a Villa Sciarra nella sede dell’Istituto. L’archivio rimase per diversi anni dopo lo scioglimento del Centro all’interno di scatoloni presto aggrediti da consistenti muffe a causa dell’umidità dei locali in cui venne collocato.
Tra il 2002 ed il 2003, e poi successivamente nel corso del 2008, il complesso documentario venne analizzato e studiato dalla dott.ssa Magda Martini per la stesura del volume La cultura all’ombra del muro. Relazioni culturali tra Italia e Ddr (1949-1989) (Bologna, Il Mulino, 2007). In quella occasione la dott.ssa Martini ricevette in consegna dal prof. Chiarini un gruppo di documenti provenienti dal fondo, che avrebbero dovuto essere utilizzati per l’allestimento di una mostra a Trento sulle relazioni culturali tra l’Italia e la DDR.
Nel 2012 l’archivio è stato sottoposto a un intervento di riordinamento e ricondizionamento da parte del personale dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, che ha avuto l’effetto di preservare il fondo da un ulteriore deperimento dovuto alle precarie condizioni conservative. In quella occasione la documentazione è stata collocata in 41 cartelle aperte su tre lati, le prime 38 delle quali le carte sono state suddivise per anno e poi per singola attività svolta, mentre le ultime tre sono state utilizzate per condizionare la raccolta di foto, di cui è stata mantenuta l’originale suddivisione per evento realizzato. Essendo la documentazione dei primi 38 raccoglitori suddivisa in plichi di plastica aperti su due lati, la fettuccia con i quali i raccoglitori erano chiusi ha in parte danneggiando i documenti, provocandone in alcuni casi la lacerazione del margine destro.
Alcuni elementi rilevati a seguito dell’analisi delle carte testimoniano una sedimentazione documentaria del fondo più vasta e articolata di quanto non appaia attualmente, e l’originaria presenza di tipologie documentarie oggi assenti. Una prima importante fonte di informazioni sull’originaria articolazione del fondo è l’estesa e documentata relazione prodotta in occasione delle celebrazioni dei primi dieci anni di attività del Centro e conservata tra le carte dell’archivio. Presentando le diverse attività promosse dall’associazione il testo della relazione riporta interessanti elementi, che si richiamano di seguito:
“Tra le diverse possibilità di lavoro sono state giudicate particolarmente utili le seguenti: creare, nella sede del Centro, una biblioteca aggiornata, in modo particolare per quanto riguarda le pubblicazioni periodiche (giornali, riviste specializzate ecc.), e una discoteca; organizzare viaggi di studio, fornire ogni informazione sulla situazione dei musei, delle biblioteche e degli istituti culturali delle Case editrici della Repubblica Democratica Tedesca, favorire ogni forma di collaborazione tra gli enti culturali e tutte quelle iniziative che possono aiutare la conoscenza reciproca dei due paesi (mostre, concerti, conferenze ecc.), promuovere convegni specializzati su temi scientifici e culturali, adoperarsi per la istituzione di borse di studio, contribuire all’incremento dei rapporti commerciali, in particolare con la Repubblica Democratica Tedesca che ancora oggi non corrispondono alle possibilità ed agli interessi reciproci dei due paesi. […]
L’organizzazione del centro Thomas Mann in questi dieci anni di vita è andata perfezionandosi, estendendosi. […] Nella sede si è costituita una biblioteca e vi si trovano esposti tutti principali periodici della R.D.T.
Oltre a spedire ai centri periferici (Milano, Genova, Bologna, Bolzano, Sassari, Cagliari, Palermo) ed ai privati che l’hanno richiesta la rivista “R.D.A.” (200 copie circa mensili), il Centro cura la diffusione di riviste specializzate, come previsto nel programma, inviandole agli studiosi ed ai centri interessati.[…]
Il centro fornisce poi materiale, informazione e fotografie alla stampa e invia materiale vario, come opuscoli, agende, calendari ecc. Cura traduzioni per le proprie manifestazioni e per conto di altri (alla R.A.I. si è fornita la traduzione di poesie di Brecht, e della commedia “Trombette e tamburi” di Brecht, che è inedita anche in Germania).[…]
Sarebbe impossibile […] dire brevemente delle conferenze (circa un migliaio) organizzate durante questi dieci anni, delle molte pubblicazioni (per esempio un opuscolo con l’intervista di W. Ulbricht concessa alla TV Americana: 20.000 copie diffuse).”
I brani tratti dalla relazione, se permettono da un lato di quantificare la portata delle attività culturali promosse dall’associazione, rivelano dall’altro un dato importante sull’originale configurazione del complesso documentario, che comprendeva evidentemente oltre all’archivio cartaceo oggi conosciuto, una biblioteca e una discoteca. I vinili che componevano la discoteca sono con ogni probabilità identificabili con la raccolta di vinili presente all’interno delle carte Chiarini. Si può ipotizzare che i volumi originariamente presenti all’interno del fondo siano stati buttati o siano confluiti all’interno della biblioteca di Paolo Chiarini.
Altri dati hanno permesso di ricostruire, o meglio delineare, l’originaria articolazione del fondo. In occasione dell’inizio delle operazioni di ristrutturazione dell’Istituto, che cominciarono alla fine del 1998 e si conclusero nelle ultime settimane del 2000, e nel corso delle quali tutto il materiale documentario in esso custodito venne imballato e spostato nei magazzini, il dott. Bruno Berni compilò un elenco degli scatoloni da movimentare, attribuendo un numero progressivo ad ognuno dei pacchi. Gli scatoloni che contenevano il materiale documentario relativo al Centro Thomas Mann furono contrassegnati con i numeri dal “758” a “793”: la rilevazione permette di accertare che alla fine del 1998 il fondo era costituito da 36 scatoloni, e comprendeva dunque una documentazione molto più vasta di quella oggi presente all’interno del fondo.
Si segnala infine che la documentazione rimasta per alcuni anni in possesso della dott.ssa Martini ai fini dell’organizzazione della mostra, e pertanto sottratta alla dispersione delle carte, comprendesse materiale documentario oggi irreperibile all’interno del fondo, ovvero molte pubblicazioni a stampa e cataloghi delle mostre organizzate.

Nota dell'archivista:

L’operazione di riordinamento condotta sulle carte nel 2012, oltre ad aver avuto il limite di essersi rivolta solo ad una parte del materiale documentario – mutilo, come abbiamo illustrato, dei documenti confluiti tra le carte Chiarini, comprendenti probabilmente anche la raccolta di vinili, dei volumi della biblioteca, nonché delle carte rimaste in possesso della dott.ssa Martini –, ha avuto l’effetto di occultare i legami documentari esistenti all’interno del fondo. La scelta di ordinamento compiuta nel corso di questo intervento è stata infatti quella di attribuire alle carte un ordine cronologico basato esclusivamente sull’anno di produzione, laddove invece la produzione e sedimentazione della carte da parte del Centro si è sviluppata sulla base delle attività promosse, che potevano comprendere anche diversi eventi, realizzati in un arco temporale diversificato e legato alla specifica natura dell’attività svolta.
La classificazione dei documenti sulla base dell’anno di produzione e non della loro funzione ha determinato un’estrema parcellizzazione dei materiali documentari relativi alle manifestazioni promosse dal Centro. Queste ultime erano concepite come attività culturali itineranti, e dunque riproposte, nell’arco di mesi o di anni, a diversi istituti di cultura di molte città italiane: l’intervento di inventariazione delle carte ha ricostruito la veste e la portata di queste manifestazioni, espressioni tra le più salienti della politica culturale dell’associazione, rispettandone e rispecchiandone l’unitarietà. La schedatura della documentazione relativa alle attività promosse è stata preceduta da uno studio particolarmente attento delle pratiche di tenuta documentaria, che sembrano essere state oggetto di un ripensamento nel corso degli anni, come appare evidente da alcuni documenti interni all’archivio. In un opuscolo pubblicato per il X anniversario dalla fondazione del Centro gli eventi realizzati sono presentati come suddivisi in cinque sezioni: “manifestazioni per diffondere la conoscenza delle opere di Bertold Brecht”, distinte a loro volta in “conferenze e dibattiti su Bertold Brecht” e “audizioni, concerti, recitals di Bertold Brecht”; “conferenze e dibattiti”; “conferenze, concerti e audizioni”; “mostre”; “presentazioni di libri”. Questa suddivisione delle attività, che corrispondeva probabilmente ad un’analoga tenuta documentaria, viene evidentemente ripensata successivamente, dal momento che nelle bozze del volume ideato per celebrare i trent’anni di attività del Centro – la cui pubblicazione non venne realizzata a causa della caduta del muro di Berlino, l’opera svolta dal Centro viene presentata elencando di seguito gli enti e le istituzioni che avevano collaborato con l’associazione, gli intellettuali che avevano tenuto conferenze e letture, le mostre d’arte e le “mostre varie”. Bisogna d’altra parte tenere conto del fatto che le bozze del testo sembrano essere mutile di una parte della progettata pubblicazione, dal momento che tra le attività elencate manca la menzione dei concerti e delle rappresentazioni teatrali.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • MARTINI, 2007 = M. Martini, La cultura all'ombra del muro : relazioni culturali tra Italia e DDR, 1949-1989, Il Mulino, 2007