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5- Fondo Alberto Spaini, 1892-1975 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno)

5- Fondo Alberto Spaini, 1892-1975 - (riordino e inventariazione Alida Caramagno) (1892 - 1975)

Fondo

Il fondo raccoglie le carte di Alberto Spaini (1892−1975), intellettuale di origine triestina formatosi a Firenze nella cerchia dei vociani. Primo traduttore italiano di Thomas Mann, Georg Büchner, Franz Kafka e Alfred Döblin, e studioso di teatro e delle avanguardie novecentesche, come giornalista collaborò con molti giornali e periodici, tra cui “Il Resto del Carlino”, “Il Secolo XIX”, “Il Messaggero”, “Il Piccolo”, “La Nazione”, “La Stampa”, “Il Giornale di Sicilia”, “Il Giornale” di Napoli, del quale fu poi direttore, “La Voce”, “Il Conciliatore”, “La Nuova Antologia” e “Scenario”.
L'archivio è costituito prevalentemente da documentazione relativa alla produzione letteraria e all'attività giornalistica di Alberto Spaini.
Della produzione letteraria di Spaini, come autore di saggi e traduttore, il fondo conserva la sua tesi di laurea su Hölderlin, quella della moglie Rosina Pisaneschi su Novalis, materiali preparatori per articoli e volumi, manoscritti di articoli, dattiloscritti di traduzioni: il nucleo riveste particolare importanza perché comprende alcuni scritti inediti, il più importante dei quali è la traduzione delle_ Betrachtungen eines Unpolitischen_ di Thomas Mann.
La documentazione relativa alla produzione giornalistica di Spaini comprende numerose veline dei dattiloscritti di articoli di giornale pubblicati dagli anni ’30 agli anni ’70 e una cospicua raccolta di ritagli di giornale (più di mille esemplari per un arco cronologico che va dagli anni ’20 agli anni ’70), contenenti articoli di Spaini.
La corrispondenza conservata all'interno del fondo è esigua, ma di estremo interesse: tra i mittenti si ricordano Thomas Mann, Franco Antonicelli, Emilio Cecchi, Giuseppe Antonio Borgese, Anton Giulio Bragaglia, Vincenzo Cardarelli, Corrado Alvaro, Carlo e Giani Stuparich, Giulio Einaudi, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Piero Jahier. Si conserva inoltre la corrispondenza intercorsa con la moglie Rosina Pisaneschi dal 1911 al 1930, relativa soprattutto agli anni 1920−1930, nel corso dei quali Spaini soggiornò a Parigi, Zagabria, Bucarest e Oppeln come corrispondente estero de “Il Resto del Carlino”.
Il fondo conserva inoltre carte relative alla produzione letteraria e giornalistica di Laura Farina Moschini, seconda moglie dello scrittore.

Storia archivistica:

Dalla metà degli anni Trenta alla morte, avvenuta nel 1975, Alberto Spaini visse nella sua casa di via Gallonio a Roma (ad eccezione del periodo, tra il 1961 e il 1963, in cui visse con la seconda moglie Laura Farina Moschini). In seguito alla morte di Alberto Spaini, il suo archivio, assieme a una parte consistente della biblioteca e a numerosi mobili, venne trasferito dalla casa di via Gallonio nell’abitazione della nipote Albertina Vittoria, figlia della figlia maggiore di Spaini, Giuliana. Del condizionamento originale delle carte si conservano solo le scatole Vertecchi con i gigli di Firenze, all’interno delle quali erano conservati i ritagli di giornale.
Un primo intervento di riordinamento dell’archivio è stato eseguito tra il 1985 ed il 1986 da Carla Galinetto, che ha studiato le carte per l’elaborazione della propria tesi di laurea, discussa all’Università di Pavia nel 1986 con il titolo “Alberto Spaini germanista”. Successivamente il fondo è stato oggetto di studio anche da parte del dott. Michele Sisto, che ha identificato alcuni dei manoscritti che l’archivio conserva.
Il fondo è stato donato all’Istituto Italiano di Studi Germanici da Paolo Spaini, figlio di Alberto, nel marzo 2015.

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